Letto per Villa Melzi d’Eril, Bellagio


Villa Melzi d’Eril | Product | 2022

Lo studio Calvi Brambilla disegna due pezzi inediti per Villa Melzi d’Eril a Bellagio, progettata da Giocondo Albertolli nel 1808 per Francesco melzi d’Eril, duca di Lodi e vicepresidente della prima Repubblica Italiana sotto Napoleone.
La residenza, in stile neoclassico, è stata dichiarata Monumento Nazionale Italiano nel 1912 e costituisce, insieme ai giardini disegnati da Luigi Canonica, un insieme armonico di architettura e arte, storia e natura.

La dimora, rimasta nel tempo alla stessa famiglia, è stata mantenuta in perfetto stato di conservazione, arredi originali compresi. Solo i letti di due stanze sono andati perduti e, invece di sostituirli con altri pezzi storici, il proprietario, Fulco Gallarati Scotti, ha chiesto agli amici progettisti Fabio Calvi e Paolo Brambilla, di disegnarli ad hoc per il luogo.



“Siamo nei luoghi del Razionalismo italiano e per noi, appassionati di architettura, è stato spontaneo citare il design d’avanguardia
di quegli anni”.




“Il progetto rilegge e connette due momenti emblematici della storia dell’architettura, il Neoclassicismo e il Movimento Moderno che, in epoche diverse, hanno caratterizzato l’identità del Lago di Como.
Così abbiamo citato le forme dei letti ottocenteschi con i cuscini a rullo e reinterpretato l’idea del tubolare curvato cara a Giuseppe Terragni, maestro del razionalismo italiano. Da appassionati di architettura quali siamo, è stato spontaneo rivolgerci a quel momento di grande sperimentazione per realizzare, oggi, due pezzi unici”.

Nascono così un daybed e un letto matrimoniale. A caratterizzarne il design, la struttura metallica curvilinea laccata in azzurro leggero che richiama i colori degli affreschi sul soffitto e delle porte originali dell’epoca. Ma anche lo studio attento delle proporzioni auree e la cura minuziosa dei dettagli: dalla pelle morbida scelta per i rulli poggiatesta al segno fluido degli appoggi composti da tre elementi, fino alla preziosa borchia in ottone dove è inciso lo stemma di famiglia. I nuovi arredi, in perfetta sintonia con le preesistenze, aggiungono così una pagina, inedita e colta, alla storia e al fascino del luogo.



Testi: Francesca Benedetto e Murielle Bortolotto
Styling: Simona Silenzi Studio
Fotografie: Alberto Strada